Martucci 170
La giovinezza di un genio fuori dal coro

Il 2026 segna il 170° anniversario dalla nascita di Giuseppe Martucci. Se la storia della musica ne celebra oggi la maturità e le monumentali sinfonie, esiste un vuoto temporale affascinante e poco esplorato: gli anni della sua straordinaria giovinezza pianistica.
Questa proposta concertistica e discografica nasce per colmare quel vuoto, celebrando l’anniversario attraverso il CD lanciato a ottobre 2025 per l’etichetta Piano Classics. Attraverso l’incisione e l’esecuzione dal vivo dei lavori pianistici della gioventù, il progetto esplora i primi passi di un genio controcorrente. In un’Italia ottocentesca quasi completamente votata all’opera lirica, il giovane Martucci combatte la sua battaglia solitaria per imporre la musica strumentale pura. Il concerto non è solo un percorso d’ascolto, ma un viaggio nel codice genetico di un compositore anticonformista che ha collegato l’Italia all’Europa.
Il programma da concerto / Il percorso del CD
Il concerto si articola in tre tappe ideali che guidano l’ascoltatore alla scoperta del pianismo martucciano.
- 1
Opera imperat: l’eccezione strumentale
L’Italia del secondo Ottocento vive sotto il totale “monopolio” del melodramma verdiano. Scegliere di scrivere e suonare musica strumentale pura in questo contesto storico non è una preferenza stilistica, ma un atto di ribellione culturale.
In programmaG. Martucci: 4 pezzi op. 31
- 2
Il sinfonismo sulla tastiera: la genesi di un direttore
Martucci diventerà uno dei primissimi direttori d’orchestra moderni in Italia, capace di dirigere la storica prima italiana del Tristano e Isotta di Wagner a Bologna nel 1888. Questa monumentale visione orchestrale, tuttavia, non nasce dal nulla: è già interamente racchiusa, come in un codice genetico, nella densità dei suoi lavori pianistici giovanili.
In programmaG. Martucci: Sonata in mi maggiore op. 34
- 3
Il confronto con il melodramma: Martucci / Verdi - La forza del destino
Il punto di sintesi con la tradizione italiana si consuma non solo nella propensione al lirismo insito nei suoi lavori, ma anche nell’affascinante rielaborazione della Fantasia su “La forza del destino” di Giuseppe Verdi. Qui Martucci compie un’autentica operazione intellettuale e strutturale: non si limita a trascrivere i temi verdiani per compiacere il pubblico, ma, in pura ispirazione lisztiana, li scompone e li ricompone seguendo lo stile del grande compositore ungherese.
È la prima opera di Giuseppe Martucci: il personalissimo omaggio a uno dei più grandi operisti della storia da parte di un compositore emergente della stessa nazionalità. Un esordio folgorante dove il melodramma italiano incontra il virtuosismo trascendentale mitteleuropeo. Con questo brano, il giovane Martucci lancia una sfida d’avanguardia al suo tempo: prende il teatro di Verdi, lo incendia con la tecnica di Liszt e dimostra al mondo che anche l’Italia è finalmente pronta a parlare la lingua universale della grande musica strumentale.
In programmaG. Martucci: Fantasia su “La forza del destino” di G. Verdi
Ascolta il disco
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Recensioni
«…eseguiti con affascinante lucidità dall’eccellente Ilaria Sinicropi».
MusicWeb International · Glyn Pursglove Leggi la recensione «Ilaria Sinicropi suona con sicurezza, con forza o lirismo, secondo ciò che la musica richiede».
Pizzicato · Norbert Tischer Leggi la recensione